Passa ai contenuti principali

Faxator ovvero inviare fax gratis


Sono da tempo presenti in rete servizi di ricezione gratuita di fax con i quali viene assegnato un numero telefonico con indicazione geografica (per intendersi con il prefisso di una città italiana) oppure un numero del tipo 178 xxxxxxx ed il fax ti viene inviato sulla casella di posta che hai indicato in fase di registrazione. Io ad esempio utilizzo già da alcuni anni il servizio Tiscali fax e mi trovo molto bene. Il servizio è utile in quanto ricevere fax sulla mail ti consente di tenere libera la linea telefonica e puoi benissimo archiviare i fax nel tuo account di posta.
Non avevo invece sentito mai parlare di invio gratuito di fax ma da un po' di tempo mi sono imbattuto in faxator.com. Questo servizio consente l'invio gratuito di un classico fax in Italia:
  • invii una mail a faxgratis@faxator.com con 2 allegati, il testo del fax in formato pdf, doc o immagine ed un certificato di sicurezza che ti viene recapitato in fase di registrazione al servizio,
  • metti nell'oggetto della mail il numero fax del destinatario
e il gioco è fatto!!!
Poco dopo ti verrà inviata una mail con la quale il sistema ti informa che l'invio è stato preso in carico e successivamente un'altra mail con allegata la ricevuta dell'invio, tale e quale a quella che potrebbe stampare un comune apparecchio fax.
L'unico costo che ha il servizio lo sostieni in fase di registrazione in quanto ti viene chiesto di inviare un sms con il tuo telefono ma non vi sono trabocchetti.
Il servizio inoltre è limitato all'invio di 10 fax/giorno e 100/mese .

Commenti

Post popolari in questo blog

MTV e la filosofia del “Do Not”: quando la musica anticipava la crisi del digitale

  MTV e la filosofia del “Do Not”: quando la musica anticipava la crisi del digitale Originale dalla campagna do not socialize di MTV Nel panorama delle campagne pubblicitarie provocatorie, quella di MTV denominata “Do Not Socialize” – parte della più ampia “Do Not” Philosophy – resta una delle più audaci e profetiche. Lanciata intorno al 2010, in un’epoca in cui i social network stavano conquistando il mondo, MTV si distaccò dal coro celebrativo per proporre una riflessione controcorrente: e se il digitale ci stesse rubando la vita reale? La campagna, visivamente potente e concettualmente ironica, invitava i giovani a non socializzare online , non condividere , non postare , non taggare . Un paradosso, certo, ma anche una provocazione lucida: MTV, da sempre voce della gioventù, stava mettendo in discussione il nuovo culto della connessione permanente. In un mondo che stava diventando sempre più “social”, MTV suggeriva di tornare a essere asociali – nel senso più liberatorio del...

Quando l’uomo lasciò il giardino dell'Eden: miti, agricoltura e la memoria di un trauma

C’è un filo sotterraneo che unisce Harari, Graeber e i miti più antichi dell’umanità. Non è un dettaglio erudito, né un gioco di parallelismi: è la percezione che i miti non siano semplici favole, ma la forma simbolica con cui le società hanno registrato le loro grandi trasformazioni. Tra queste, nessuna è stata più radicale della rivoluzione agricola. Il mito come memoria culturale Harari lo dice con una formula provocatoria: non è stato l’uomo ad addomesticare il grano, ma il grano ad addomesticare l’uomo. Graeber e Wengrow, da un’altra prospettiva, mostrano che la transizione all’agricoltura non fu un destino inevitabile, ma una scelta culturale, ripetuta e spesso reversibile. Eppure, quando quella scelta divenne irreversibile, lasciò un segno profondo. I miti sono la traccia di quel segno. La Genesi come racconto polemico della civiltà La storia di Adamo ed Eva, letta fuori dal suo involucro teologico, sembra la memoria di un mondo perduto. Prima del frutto proibito, l’umanità vive...

Il silenzio che parla: la Canestra di frutta di Caravaggio e il paradosso della natura morta

In un’epoca in cui l’immagine è spesso rumore, la Canestra di frutta di Caravaggio si impone come un invito al silenzio. Non un silenzio vuoto, ma uno che risuona dentro chi guarda, che sospende il brusio del mondo e ci riconduce a noi stessi. Davanti a questo dipinto non viene da parlare, non viene da smanettare sul telefono, non viene da fare nulla se non ascoltare quel silenzio contagioso che avvolge gli oggetti. Caravaggio, mago delle composizioni, riesce a trasformare una semplice cesta di frutta in un teatro dell’anima. La sua natura morta non è una pausa dalla figura umana, ma una sua intensificazione. Paradossalmente, proprio escludendo l’uomo, il pittore ci parla della nostra umanità con una profondità che pochi ritratti riescono a raggiungere. Le mele ammaccate, le foglie ingiallite, l’uva che sembra sul punto di marcire: ogni dettaglio è un frammento di tempo, un’eco della nostra fragilità, della nostra bellezza imperfetta. Il silenzio che emana dalla Canestra non è solo vis...