Passa ai contenuti principali

Cattura schermo (Screenshot) con facilità

Può capitare di avere necessità di catturare parti dello schermo o un'intera finestra, vuoi perchè il programma che stai utilizzando dà un errore e devi trasmettere il messaggio all'assistenza tecnica, oppure più semplicemente devi inserire un'immagine in un post sul tuo blog.
Ebbene, oltre al tasto "stamp", piuttosto rudimentale nel suo utilizzo, esistono molti programmi che ti consentono di catturare le immagini dal tuo desktop.
Uno di questi, molto semplice e senza tanti fonzoli, è Screen Grab. Consente di salvare le immagini catturate in jpg, bmp, ico e pdf. Lo puoi scaricare qui.

Un altro programma cattura-schermo, senz'altro più completo ed elaborato è Picpick. Questo software, che si presenta con una bella interfaccia, consente non solo la cattura dello schermo o di sue parti, ma anche l'elaborazione delle immagini con un proprio editor. Inoltre permette di disegnare sull'immagine, funzione utile per evidenziare parti di ciò che si è catturato. Lo puoi scaricare qui.

Se preferisci, esiste anche un'estensione per Firefox, Screengrab! Anche questa soluzione può essere valida per chi non ha grandi esigenze. Il limite è che si possono catturare immagini solo dall'interno di Firefox, quindi non è utilizzabile per la generalità dei casi come gli altri programmi.Puoi ricercare l'add-on oppure cliccare qui.
In conclusione direi che per coloro che hanno esigenze di base può andar bene l'estensione Firefox ma se si ricerca qualcosa in più è necessario PicPick.

Post popolari in questo blog

MTV e la filosofia del “Do Not”: quando la musica anticipava la crisi del digitale

  MTV e la filosofia del “Do Not”: quando la musica anticipava la crisi del digitale Originale dalla campagna do not socialize di MTV Nel panorama delle campagne pubblicitarie provocatorie, quella di MTV denominata “Do Not Socialize” – parte della più ampia “Do Not” Philosophy – resta una delle più audaci e profetiche. Lanciata intorno al 2010, in un’epoca in cui i social network stavano conquistando il mondo, MTV si distaccò dal coro celebrativo per proporre una riflessione controcorrente: e se il digitale ci stesse rubando la vita reale? La campagna, visivamente potente e concettualmente ironica, invitava i giovani a non socializzare online , non condividere , non postare , non taggare . Un paradosso, certo, ma anche una provocazione lucida: MTV, da sempre voce della gioventù, stava mettendo in discussione il nuovo culto della connessione permanente. In un mondo che stava diventando sempre più “social”, MTV suggeriva di tornare a essere asociali – nel senso più liberatorio del...

Quando l’uomo lasciò il giardino dell'Eden: miti, agricoltura e la memoria di un trauma

C’è un filo sotterraneo che unisce Harari, Graeber e i miti più antichi dell’umanità. Non è un dettaglio erudito, né un gioco di parallelismi: è la percezione che i miti non siano semplici favole, ma la forma simbolica con cui le società hanno registrato le loro grandi trasformazioni. Tra queste, nessuna è stata più radicale della rivoluzione agricola. Il mito come memoria culturale Harari lo dice con una formula provocatoria: non è stato l’uomo ad addomesticare il grano, ma il grano ad addomesticare l’uomo. Graeber e Wengrow, da un’altra prospettiva, mostrano che la transizione all’agricoltura non fu un destino inevitabile, ma una scelta culturale, ripetuta e spesso reversibile. Eppure, quando quella scelta divenne irreversibile, lasciò un segno profondo. I miti sono la traccia di quel segno. La Genesi come racconto polemico della civiltà La storia di Adamo ed Eva, letta fuori dal suo involucro teologico, sembra la memoria di un mondo perduto. Prima del frutto proibito, l’umanità vive...

Nati per morire: la caducità dei sentimenti e la bellezza effimera dell’amore

Una canzone come specchio dell’anima Ci sono canzoni che non si limitano a raccontare una storia: diventano un manifesto, una confessione, un grido che risuona con la fragilità umana. Born to Die — il brano che ci ha ispirato — è una di queste. Attraverso versi crudi e appassionati, parla di amore, solitudine, ricerca di senso e, soprattutto, della consapevolezza che tutto, anche i sentimenti più intensi, è destinato a finire. Ma è proprio questa caducità a renderli preziosi. La caducità come essenza dell’esperienza umana La canzone si apre con una domanda retorica: Why? È la domanda che tutti, prima o poi, ci poniamo di fronte al dolore, alla fine di un amore, o semplicemente alla consapevolezza che nulla dura per sempre. Il testo ci ricorda che siamo born to die, nati per morire, non solo nel senso letterale, ma anche in quello metaforico: ogni esperienza, ogni emozione, ogni relazione è transitoria. Questa idea non è nuova. La filosofia, la letteratura e l’arte da sempre riflettono ...