Passa ai contenuti principali

Nuova interfaccia Adsense e aggiornamento funzione rapporto siti

Con una mail Google ha comunicato ai propri publisher Adsense che verra' adottata la nuova interfaccia fino ad ora disponibile solo in Beta. La vecchia versione rimarra' comunque disponibile in quanto come ammette il Team Adsense la funzione Rapporto siti non è ancora pronta per essere resa utilizzata sulla nuova versione.

Qui di seguito il testo della comunicazione da Mountain View:

Gentile publisher,

Come saprà, abbiamo condotto il beta test di una nuova versione dell'interfaccia dell'account AdSense. Negli ultimi mesi, abbiamo notevolmente migliorato la velocità, la qualità e le funzioni disponibili.

In fase di test, abbiamo notato che la funzione Rapporto siti non è ancora pronta per essere resa disponibile. La funzione Rapporto siti consente di visualizzare i rapporti sui domini e sui sottodomini senza impostare canali URL. Dopo un attento esame, abbiamo deciso di rimuovere questa funzione dalla nuova interfaccia di AdSense. Tra alcune settimane, noterà che la funzione Rapporto siti sarà stata rimossa dal suo account. Desideriamo assicurarle che può continuare a utilizzare normalmente sia la nuova interfaccia di AdSense che quella corrente.

Se fino ad ora ha utilizzato la funzione Rapporto siti, le consigliamo di provare altre soluzioni per visualizzare i rapporti sui suoi domini e sottodomini:

- Colleghi il suo account AdSense a Google Analytics per visualizzare i rapporti dettagliati per pagina. Per ulteriori informazioni su come integrare AdSense e Analytics, consulti la pagina https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=it&answer=92625

- Crei canali URL per monitorare domini e sottodomini. Per ulteriori informazioni su come impostare i canali URL, consulti la pagina https://www.google.com/adsense/support/bin/answer.py?hl=it&answer=13993

Il nostro team continuerà a lavorare per migliorare la nuova interfaccia di AdSense e offrire sempre funzionalità di elevata qualità per consentirle di prendere decisioni informate. La sua opinione è importante per aiutarci a raggiungere questo obiettivo. Ci invii i suoi commenti compilando il relativo modulo al quale può accedere tramite il link nella parte superiore della nuova interfaccia. Per farci pervenire il suo feedback, faccia semplicemente clic su "Invia commenti".

Cordiali saluti,

Il team di Google AdSense

Preferenze email - Email transazionali: le abbiamo inviato questo annuncio di servizio email obbligatorio per aggiornarla in merito a modifiche importanti apportate al prodotto o all'account AdSense.

Google Inc.
1600 Amphitheatre Parkway
Mountain View, CA 94043
USA

Commenti

Post popolari in questo blog

MTV e la filosofia del “Do Not”: quando la musica anticipava la crisi del digitale

  MTV e la filosofia del “Do Not”: quando la musica anticipava la crisi del digitale Originale dalla campagna do not socialize di MTV Nel panorama delle campagne pubblicitarie provocatorie, quella di MTV denominata “Do Not Socialize” – parte della più ampia “Do Not” Philosophy – resta una delle più audaci e profetiche. Lanciata intorno al 2010, in un’epoca in cui i social network stavano conquistando il mondo, MTV si distaccò dal coro celebrativo per proporre una riflessione controcorrente: e se il digitale ci stesse rubando la vita reale? La campagna, visivamente potente e concettualmente ironica, invitava i giovani a non socializzare online , non condividere , non postare , non taggare . Un paradosso, certo, ma anche una provocazione lucida: MTV, da sempre voce della gioventù, stava mettendo in discussione il nuovo culto della connessione permanente. In un mondo che stava diventando sempre più “social”, MTV suggeriva di tornare a essere asociali – nel senso più liberatorio del...

Quando l’uomo lasciò il giardino dell'Eden: miti, agricoltura e la memoria di un trauma

C’è un filo sotterraneo che unisce Harari, Graeber e i miti più antichi dell’umanità. Non è un dettaglio erudito, né un gioco di parallelismi: è la percezione che i miti non siano semplici favole, ma la forma simbolica con cui le società hanno registrato le loro grandi trasformazioni. Tra queste, nessuna è stata più radicale della rivoluzione agricola. Il mito come memoria culturale Harari lo dice con una formula provocatoria: non è stato l’uomo ad addomesticare il grano, ma il grano ad addomesticare l’uomo. Graeber e Wengrow, da un’altra prospettiva, mostrano che la transizione all’agricoltura non fu un destino inevitabile, ma una scelta culturale, ripetuta e spesso reversibile. Eppure, quando quella scelta divenne irreversibile, lasciò un segno profondo. I miti sono la traccia di quel segno. La Genesi come racconto polemico della civiltà La storia di Adamo ed Eva, letta fuori dal suo involucro teologico, sembra la memoria di un mondo perduto. Prima del frutto proibito, l’umanità vive...

Nati per morire: la caducità dei sentimenti e la bellezza effimera dell’amore

Una canzone come specchio dell’anima Ci sono canzoni che non si limitano a raccontare una storia: diventano un manifesto, una confessione, un grido che risuona con la fragilità umana. Born to Die — il brano che ci ha ispirato — è una di queste. Attraverso versi crudi e appassionati, parla di amore, solitudine, ricerca di senso e, soprattutto, della consapevolezza che tutto, anche i sentimenti più intensi, è destinato a finire. Ma è proprio questa caducità a renderli preziosi. La caducità come essenza dell’esperienza umana La canzone si apre con una domanda retorica: Why? È la domanda che tutti, prima o poi, ci poniamo di fronte al dolore, alla fine di un amore, o semplicemente alla consapevolezza che nulla dura per sempre. Il testo ci ricorda che siamo born to die, nati per morire, non solo nel senso letterale, ma anche in quello metaforico: ogni esperienza, ogni emozione, ogni relazione è transitoria. Questa idea non è nuova. La filosofia, la letteratura e l’arte da sempre riflettono ...