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La pandemia spinge davvero tutti alla digitalizzazione?

La spinta verso la digitalizzazione e i servizi telematici indotta dalla pandemia non è per tutti, bisogna prenderne atto.

Avendo i genitori ultranovantenni ne sono certamente consapevole. Non sono in grado, almeno i miei, al momento, di utilizzare internet. Non hanno nemmeno un "telefono senza tasti". Cosa che li costringe a portarsi dietro, quando si spostano, il Green pass cartaceo. Anche se questo un po' li secca. 

Tant'è che mio padre, che benchè munito di telefono a conchiglia trova difficoltà nel rispondere, mi ha chiesto di comprargli uno smartphone, proprio perchè a 94 anni cerca di stare al passo con il mondo, dove senza Spid puoi accedere a ben pochi servizi.

Cosa che certamente non fa l'Inps.

Questo, infatti, dopo essersi reso conto che molti cittadini, perlopiù anziani, sarebbero rimasti tagliati fuori dalla possibilità di accedere al sito Inps a seguito della dismissione del PIN, confermata per il 30/09/2021, in favore delle identità digitali SPID, CIE e CNS, è corso prontamente ai ripari, prevedendo un sistema di delega. 

Tuttavia l'Inps, ignorando del tutto il Codice dell’Amministrazione digitale o CAD che  prevede che le istanze e le dichiarazioni presentate per via telematica alle P.A. sono valide anche quando la comunicazione è munita di sottoscrizione (autografa o digitale) unitamente alla copia del documento di identità (vedi qui), ha previsto la presentazione allo sportello dell’istanza di delega. Questo è contro ogni logica in un periodo in cui si dovrebbero evitare affollamenti e adempimenti in presenza fisica  ma anche indipendendemente da questo, considerato che alcuni sono allettati o comunque per mille ragioni possono trovare difficoltà a recarsi presso una sede Inps.

La situazione è davvero grave ma non seria. 

Certamente è risibile e credo che qualcuno dovrebbe occuparsene.

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