14 aprile 2012

Vendita di banner dai profili fiscali incerti Dall’inquadramento contrattuale dei venditori derivano differenti riflessi fiscali


La vendita di banner pubblicitari può essere affidata a figure professionali ad hoc, in grado di commercializzare tali spazi ad imprese e professionisti. Non sempre, tuttavia, risulta chiaro quali siano le figure che possano effettivamente svolgere tale incarico e, soprattutto, quali siano i limiti e i riflessi fiscali derivanti dalla natura del rapporto contrattuale prescelto.

Ci si chiede, innanzitutto, se possano essere utilizzati gli incaricati alla vendita a domicilio di cui all’art. 3 della L. 173/2005, ovvero quei soggetti che, con o senza vincolo di subordinazione, promuovono, direttamente o indirettamente, la raccolta di ordinativi di acquisto presso privati consumatori per conto di imprese esercenti la “vendita diretta a domicilio”. Per “vendita diretta a domicilio” s’intende la forma speciale di vendita al dettaglio e di offerta di beni e servizi di cui all’art. 19 del DLgs. 114/98, effettuata tramite la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio del consumatore finale o nei locali nei quali il consumatore si trova anche in modo temporaneo per vari motivi, fra i quali personali, di lavoro, di studio, di intrattenimento o di svago.
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