Passa ai contenuti principali

Siti amici

Vuoi aumentare il Page Rank e il numero di visite? geek4work può aiutarti.
geek4work ha un buon Page Rank, è ben indicizzato ed è presente nelle principali directory: di tutto questo potrà trarne beneficio anche il tuo sito.
Posta un commento ed indica quale pagina linka la homepage di geek4work (http://geek4work.blogspot.com).
A tua scelta puoi prelevare il link testuale che segue:
con questo risultato:

oppure il codice per l'antipixel:
Il risultato sul tuo sito e' questo:
geek4work

Se preferisci collegati a questa pagina.
Ti verrà data conferma dell'inserimento del link entro qualche giorno.
Ti chiedo ancora una cosa: se ti va iscriviti ai miei feed cliccando su questo bottone http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/4/43/Feed-icon.svg/100px-Feed-icon.svg.png oppure alla newsletter inserendo l'email nel boxino presente nella colonna a destra, non ti costa nulla!

Studio Tecnico Architetto Melino
Web Directory


Your page live news aggregator

    Commenti

    tradingforex ha detto…
    salve geek,

    volevo innanzitutto farti i migliori comppliemnti per il sito, detto ciò ho aggiunto il tuo link che reindirizza nella tua homepage nel mio sito che è il seguente:

    http./7tradingforex.altervista.org

    ti chiedo gentilmente di aggiungere il mio con nome "Guadagnare col trading forex online" sul tuo come da quanto scritto in questa sezione.

    Grazxire mille per tutto

    buon lavoro
    Marco ha detto…
    Ciao, ti ho aggiunto ai siti amici e blogroll.

    un saluto
    Marco
    http://follerumba.blogspot.com
    Anonimo ha detto…
    Ciao Geek,
    Ho aggiunto il tuo blog su entrambi i blogroll dei miei due blog.

    Il primo è: "Angolo Film" (ormai collaudato, PR3), l'altro è "Ricette Blog" (nato da poco).

    Fammi sapere quando ricambierai. ;-)
    Umberto ha detto…
    Ciao,mi interessa uno scambio link col mio blog
    www.umbertomakro.blogspot.com
    Ho già linkato la tua pagina nell'area scambio link
    Spero di ricevere una risposta al più presto,grazie in anticipo.Saluti!
    Anonimo ha detto…
    Salve Luca,

    ho inserito il tuo link nella blogroll. http://www.towerlight2002.net/blogroll/

    Puoi inserire il mio link http://www.towerlight2002.net col nome:" Notizie e curiosità da internet e dintorni"

    Buona serata
    Unknown ha detto…
    Ciao, volevo proporti due scambi link con due siti:
    1° sito) Anchor text: Realizzazione siti web linkato con questo url: http://www.ac-sw.it/realizzazione-siti-web
    2°sito)Anchor text "Viaggi capodanno" linkato con questo url http://www.shoppy.biz/viaggi-capodanno
    Fammi sapere se interessato allo scambio, alla mia mail: gian.acsw[at]gmail.com
    La ringrazio.
    Cordiali saluti.
    BlogBelen ha detto…
    Ciao, vorrei proporti uno scambio link testuale, però home to home, se sei interessato contattami per maggiori dettagli alla mia mail: ilgian.vi[at]gmail.com
    Ti ringrazio.
    Gian
    Unknown ha detto…
    grazie di averci linkato..abbiamo fatto altrettanto su iltrovaricette, battitodali e ilmiotutor :)

    ciaooo
    Unknown ha detto…
    Ok, sei stato inserito nel mio blog.
    Ad majora!

    Post popolari in questo blog

    MTV e la filosofia del “Do Not”: quando la musica anticipava la crisi del digitale

      MTV e la filosofia del “Do Not”: quando la musica anticipava la crisi del digitale Originale dalla campagna do not socialize di MTV Nel panorama delle campagne pubblicitarie provocatorie, quella di MTV denominata “Do Not Socialize” – parte della più ampia “Do Not” Philosophy – resta una delle più audaci e profetiche. Lanciata intorno al 2010, in un’epoca in cui i social network stavano conquistando il mondo, MTV si distaccò dal coro celebrativo per proporre una riflessione controcorrente: e se il digitale ci stesse rubando la vita reale? La campagna, visivamente potente e concettualmente ironica, invitava i giovani a non socializzare online , non condividere , non postare , non taggare . Un paradosso, certo, ma anche una provocazione lucida: MTV, da sempre voce della gioventù, stava mettendo in discussione il nuovo culto della connessione permanente. In un mondo che stava diventando sempre più “social”, MTV suggeriva di tornare a essere asociali – nel senso più liberatorio del...

    Quando l’uomo lasciò il giardino dell'Eden: miti, agricoltura e la memoria di un trauma

    C’è un filo sotterraneo che unisce Harari, Graeber e i miti più antichi dell’umanità. Non è un dettaglio erudito, né un gioco di parallelismi: è la percezione che i miti non siano semplici favole, ma la forma simbolica con cui le società hanno registrato le loro grandi trasformazioni. Tra queste, nessuna è stata più radicale della rivoluzione agricola. Il mito come memoria culturale Harari lo dice con una formula provocatoria: non è stato l’uomo ad addomesticare il grano, ma il grano ad addomesticare l’uomo. Graeber e Wengrow, da un’altra prospettiva, mostrano che la transizione all’agricoltura non fu un destino inevitabile, ma una scelta culturale, ripetuta e spesso reversibile. Eppure, quando quella scelta divenne irreversibile, lasciò un segno profondo. I miti sono la traccia di quel segno. La Genesi come racconto polemico della civiltà La storia di Adamo ed Eva, letta fuori dal suo involucro teologico, sembra la memoria di un mondo perduto. Prima del frutto proibito, l’umanità vive...

    Il silenzio che parla: la Canestra di frutta di Caravaggio e il paradosso della natura morta

    In un’epoca in cui l’immagine è spesso rumore, la Canestra di frutta di Caravaggio si impone come un invito al silenzio. Non un silenzio vuoto, ma uno che risuona dentro chi guarda, che sospende il brusio del mondo e ci riconduce a noi stessi. Davanti a questo dipinto non viene da parlare, non viene da smanettare sul telefono, non viene da fare nulla se non ascoltare quel silenzio contagioso che avvolge gli oggetti. Caravaggio, mago delle composizioni, riesce a trasformare una semplice cesta di frutta in un teatro dell’anima. La sua natura morta non è una pausa dalla figura umana, ma una sua intensificazione. Paradossalmente, proprio escludendo l’uomo, il pittore ci parla della nostra umanità con una profondità che pochi ritratti riescono a raggiungere. Le mele ammaccate, le foglie ingiallite, l’uva che sembra sul punto di marcire: ogni dettaglio è un frammento di tempo, un’eco della nostra fragilità, della nostra bellezza imperfetta. Il silenzio che emana dalla Canestra non è solo vis...