Passa ai contenuti principali

Free ftp backup: consigli per copie di sicurezza

E' importante automatizzare i backup dei files che ci interessano
Spesso non ci rendiamo conto di quanto sia importante effettuare copie di sicurezza finche' non e' troppo tardi ...
Proprio cosi', siamo tutti coscienti del fatto che l'hard disk del nostro Pc puo' guastarsi o che qualcuno, anche noi stessi, puo' cancellare involontariamente cose che invece ci premono, ma non viene effettuata alcuna copia oppure la copia c'e' ma risale a chissa' quanto tempo fa! tutto per mancanza di voglia e tempo ...
Secondo me e' infatti essenziale automatizzare il backup: si impiega un po' di tempo all'inizio ma una volta impostato cosa copiare, a quali intervalli di tempo e dove posizionare la copia possiamo stare un po' piu' tranquilli e dedicarsi ad altro.
Programmi free adatti allo scopo se ne trovano tantissimi: uno puo' essere ABC Backup, che consente anche la copia su server Ftp. E' infatti consigliabile effettuare copie su supporti differenti: hard disk portatili, unita' di rete ma anche in rete: a tal fine e' possibile acquistare servizi specifici oppure spazio web gratuito con accesso Ftp.

Ti è piaciuto l'articolo?
Puoi Votarlo su OKNOtizie. Grazie Mille!


Bookmark and Share

Commenti

Anonimo ha detto…
Ciao.

Volevo anche suggerirti questo software di backup.

Gratuito nella versione di copia su disco esterno o risorsa di rete ma soprattutto sviluppato e manutenuto da una software house italiana !!!

Teniamo alta la nostra bandiera !!!

http://www.uraniumbackup.com/
admin ha detto…
Grazie per la segnalazione, e' un software che conosco.
Credo comunque che la versione free non consenta la copia su server Ftp.
Ciao

Post popolari in questo blog

MTV e la filosofia del “Do Not”: quando la musica anticipava la crisi del digitale

  MTV e la filosofia del “Do Not”: quando la musica anticipava la crisi del digitale Originale dalla campagna do not socialize di MTV Nel panorama delle campagne pubblicitarie provocatorie, quella di MTV denominata “Do Not Socialize” – parte della più ampia “Do Not” Philosophy – resta una delle più audaci e profetiche. Lanciata intorno al 2010, in un’epoca in cui i social network stavano conquistando il mondo, MTV si distaccò dal coro celebrativo per proporre una riflessione controcorrente: e se il digitale ci stesse rubando la vita reale? La campagna, visivamente potente e concettualmente ironica, invitava i giovani a non socializzare online , non condividere , non postare , non taggare . Un paradosso, certo, ma anche una provocazione lucida: MTV, da sempre voce della gioventù, stava mettendo in discussione il nuovo culto della connessione permanente. In un mondo che stava diventando sempre più “social”, MTV suggeriva di tornare a essere asociali – nel senso più liberatorio del...

Quando l’uomo lasciò il giardino dell'Eden: miti, agricoltura e la memoria di un trauma

C’è un filo sotterraneo che unisce Harari, Graeber e i miti più antichi dell’umanità. Non è un dettaglio erudito, né un gioco di parallelismi: è la percezione che i miti non siano semplici favole, ma la forma simbolica con cui le società hanno registrato le loro grandi trasformazioni. Tra queste, nessuna è stata più radicale della rivoluzione agricola. Il mito come memoria culturale Harari lo dice con una formula provocatoria: non è stato l’uomo ad addomesticare il grano, ma il grano ad addomesticare l’uomo. Graeber e Wengrow, da un’altra prospettiva, mostrano che la transizione all’agricoltura non fu un destino inevitabile, ma una scelta culturale, ripetuta e spesso reversibile. Eppure, quando quella scelta divenne irreversibile, lasciò un segno profondo. I miti sono la traccia di quel segno. La Genesi come racconto polemico della civiltà La storia di Adamo ed Eva, letta fuori dal suo involucro teologico, sembra la memoria di un mondo perduto. Prima del frutto proibito, l’umanità vive...

Nati per morire: la caducità dei sentimenti e la bellezza effimera dell’amore

Una canzone come specchio dell’anima Ci sono canzoni che non si limitano a raccontare una storia: diventano un manifesto, una confessione, un grido che risuona con la fragilità umana. Born to Die — il brano che ci ha ispirato — è una di queste. Attraverso versi crudi e appassionati, parla di amore, solitudine, ricerca di senso e, soprattutto, della consapevolezza che tutto, anche i sentimenti più intensi, è destinato a finire. Ma è proprio questa caducità a renderli preziosi. La caducità come essenza dell’esperienza umana La canzone si apre con una domanda retorica: Why? È la domanda che tutti, prima o poi, ci poniamo di fronte al dolore, alla fine di un amore, o semplicemente alla consapevolezza che nulla dura per sempre. Il testo ci ricorda che siamo born to die, nati per morire, non solo nel senso letterale, ma anche in quello metaforico: ogni esperienza, ogni emozione, ogni relazione è transitoria. Questa idea non è nuova. La filosofia, la letteratura e l’arte da sempre riflettono ...