6 novembre 2010

Cinguetta cinguetta che il fisco ti ascolta

Cinguetta cinguetta che il fisco ti ascolta!
Dei giorni scorsi la notiza che Twitter e altri social media possano essere utilizzati come canali per comunicare con i contribuenti, nel senso di informare su novita' o opportunita' di "risparmio fiscale", e per dare supporto e aiuto su situazioni fiscali piu' comuni.

Ma gli stessi social network, Twitter, Facebook e C., possono anche essere utilizzati da Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate per raccogliere informazioni e dati rilevanti, proprio adesso che l'utilizzo dello strumento di accertamento di maggiori redditi, chiamato redditometro, pare abbia affinato le proprie armi e, stando ai propositi del Ministero delle Finanze, venga sempre piu' utilizzato. E cosi' racconti di viaggi esotici o di fine settimana in qualche hotel da mille e una notte potrebbero essere intercettati da qualcuno che poi potrebbe presentarci il conto.
Anche in Italia a breve quindi verra' seguito il buon esempio dato da altri paesi, per primo negli Stati Uniti, dove per rafforzare le prove fiscali si terra' conto esperienze e stili di vita cosi' come raccontati ad amici, e non solo, su internet.
Anche il Web 2.0 ha le sue controindicazioni!

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